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19/05/2008 DELLA FENOMENOLOGIA DEL DIMENTICATORE DI PARCHEGGI (OVVERO: STORIA DI UNA STRAORDINARIA SCOPERTA DESTINATA A CAMBIARE LA VITA A MILIONI DI PERSONE)
Cari amici, eccoci a voi con la consueta rubrica dedicata ai motori: oggi parleremo della grave piaga dei dimenticatori di parcheggi, ossia gli smemorati che la sera parcheggiano la macchina in un posto lontano da casa poi vanno a dormire e il mattino non si ricordano dove l'avevano messa. Una categoria a cui chi scrive si onora di appartenere. Ma ancora per poco, e tra breve capiremo il perché. Il dimenticatore di parcheggi ha una vita durissima. A causa della sua, diciamo così, malattia, perde un sacco di tempo: ogni giorno arriva in ritardo agli appuntamenti e al lavoro e se tenta di spiegare il motivo, nessuno gli crede. Passiamo allo studio scientifico del fenomeno. Otto e un quarto. Il dimenticatore di parcheggi arriva in strada, si dirige sereno verso il luogo ove crede di aver lasciato la vettura il giorno prima. Ma non la trova. Eppure era convinto che fosse proprio lì, porcogiuda. E adesso? Il dimenticatore di parcheggi trascorre ore e ore camminando a piedi per tutto il quartiere alla ricerca del veicolo, invano. Si concentra, prova a ricostruire il percorso, i gesti, i particolari, i ricordi: nulla. Nei casi più disperati, finisce per chiamare i vigili urbani, magari gli hanno portato via l'auto col carrattrezzi per qualche motivo, forse lì dov'era dava fastidio. I vigili urbani conoscono bene il dimenticatore di parcheggi: lui, in quanto dimenticatore di parcheggi, gli telefona molto spesso, e loro lo riconoscono subito dalla voce. Ah ah, è lei? No, scusi, non sto ridendo. No guardi ci spiace, nemmeno oggi è colpa nostra. Guardi meglio. A questo punto il dimenticatore di parcheggi è preso dal panico, ma non riesce a rassegnarsi all'idea di essere lui, così sbadato, la causa dello smarrimento della macchina. E perciò giunge all'unica conclusione possibile, la più drammatica: pensa che gliel'abbiano rubata, e così, quasi contento, va dai carabinieri a denunciare il furto. Tuttavia, pure i carabinieri sanno bene quale razza di rincoglionito sia il nostro amico dimenticatore di parcheggi: non è la prima volta che se lo vedono arrivare al commissariato. Oramai allo sportello lo accolgono fra battute, fischi e pacche sulle spalle. Ancora qui stai? Ma smettila, già una volta hai sporto denuncia e poi la macchina era a tre metri da casa tua, dai, torna quando sei proprio sicuro. Lo buttano fuori a calci, ma con simpatia. Il dimenticatore di parcheggi se ne va a casa a piedi, distrutto. Maledice se stesso e i proprietari di garage, impreca, sta quasi per piangere. Poi all'improvviso, un lampo: si dà una manata sulla fronte. Ma sì, ma sì, l'ho messa laggiù in fondo di fronte al panettiere! E' stanco morto però corre, deve sapere. E infatti, eccola lì. Sto andando all'ufficio brevetti a depositare l'invenzione del secolo: il marchingegno in grado di salvare milioni di dimenticatori di parcheggi. Niente di elettronico, funziona in modo molto semplice: consiste in una carta geografica dell'isolato, schizzata a pennarello sul muro del salotto vicino alla porta, e una puntina da disegno: appena rientrato a casa dopo il posteggio, il dimenticatore dovrà solo indicare la posizione esatta sulla mappa che il giorno dopo, prima di uscire, consulterà. La sera successiva sposterà la puntina e così via. Io stesso da anni utilizzo questa tecnologia con ottimi risultati. 15/05/2008 ASCESA E DECLINO DEGLI STUZZICADENTI
Il passato è simile a un paese lontano, dove le forme si manifestarono in maniera diversa da come ritiene il senso contemporaneo. Oggetti che in un'epoca avevano ragion d'essere, con lo scorrere dei secoli scompaiono: poi tornano alla luce, ma sono inerti, muti, indecifrabili nel loro valore. Un archeologo prima o poi, ritroverà tracce di nostri utensili, ma essi avranno perso ogni significato. Il banale, rivestito dal tempo, può ammantarsi di mistero. A questa rubrica spetta il compito di tramandarne la spiegazione. Confidiamo che questo testo pervenga in qualche modo alle generazioni prossime venture. E sia loro d'aiuto. Amici del futuro, ci sentite? Siete lì? Bene. Sì, siamo commossi anche noi. Vi scriviamo da una civiltà oramai estinta, precedente alla vostra. Cercheremo ora di aiutarvi a illuminare l'impenetrabile oscurità della vostra Storia remota. Vogliate esserne grati. Una premessa sul metodo. Amici del futuro, potremmo darvi migliaia anzi milioni di notizie interessanti su di noi, sui nostri costumi, il nostro vivere. Ma sarebbero troppe, non ce la faremmo mai, lo spazio è poco. Perciò, nel l'immenso catalogo di argomenti possibili, abbiamo deciso di sorteggiarne a caso un solo di cui informarvi. E solo di quello ci occuperemo. E l'argomento selezionato dal caso è: gli stuzzicadenti. Su tutto il resto ci spiace ma dovrete arrangiarvi. Sappiamo – o meglio, immaginiamo – che avete trovato nostri manufatti: piccoli bastoncini di legno, acuminati da entrambi i lati, chiusi in una scatola su cui sta scritto un nome asiatico, giapponese per l'esattezza (Sakura, Sayonara) ma in caratteri latini. L'iconografia reca ancora l'immagine di un samurai, il che non vi aiuta a comprendere. Vi chiederete se questi appartenessero a una religione, a un qualche rituale di sincretismo. Forse erano legnetti magici. Forse erano pezzi di un gioco. Forse avevano solo un significato simbolico, esoterico. Amici del futuro, nulla di tutto questo. I bizzarri strumenti che avete fra le mani erano chiamati, al nostro tempo, stuzzicadenti. Un'industria fiorente, per un certo periodo. Erano assai diffusi sulle tavole del XIX e il XXI secolo dopo Cristo , specie nei ristoranti. Stavano lì in mezzo, nel loro contenitore di vetro. A fine pasto, i più zozzi di noi, di solito maschi, li usavano per pulirsi la bocca dai residui di cibo. Una pratica disgustosa, ne conveniamo. Alcuni umani, nel fruirne, coprivano l'operazione con l'altra mano disposta a conchetta per nascondere il gesto ai commensali. Altri, senza pudore, ostentavano il comportamento senza neppure dissimularlo. C'è da vergognarsene. Chi scrive, per dire, non ne fece mai uso. Difatti l'impiego di tali attrezzi si fece sempre più raro. I nostri simili cominciarono a servirsi di arnesi differenti, più adatti all'igiene. Ad esempio: una piccola spazzola, un filo di nylon, stavolta non a tavola ma casomai nella solitudine del bagno, di fronte ai lavandini e agli specchi. I fabbricanti di stuzzicadenti fallirono, o rivolsero la loro attività verso prodotti meno riprovevoli. Gli stuzzicadenti passarono di moda, furono sepolti nell'oblio: la Storia correva verso l'evoluzione, e giunse a voi, ma senza memoria. A presto, amici del futuro. Provvederemmo a darvi altre più utili informazioni sul nostro presente (ossia il vostro passato remoto) ma non possiamo. Accontentatevi di queste poche righe. Ora torniamo alle nostre faccende, e voi alle vostre. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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12/05/2008 INTERVISTA A UNA PASTIGLIA PER LE LAVASTOVIGLIE
Amici lettori, benvenuti al consueto appuntamento con la rubrica i grandi quesiti del nostro tempo. Un appuntamento dedicato alle domande che l'intera umanità si pone, tipo chi siamo, esiste Dio, cosa c'è dopo la morte. Il dilemma di oggi è: per la lavastoviglie, meglio il detersivo in polvere o le pastiglie? E cosa contiene la pallina blu? Ne parliamo con la diretta interessata, la pastiglia. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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07/05/2008 MONOGRAFIA SULLE POSSIBILI SINERGIE DI SVILUPPO TRA ECONOMIA GLOBALE E DIFFUSIONE DELLA CULTURA SECONDO L'ICONOLOGIA DEI EBBASTA CON STO TITOLO DAI
Buonasera cari lettori, e benvenuti al consueto appuntamento con la pagina culturale di questo blog. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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01/05/2008 NUOVE FRONTIERE DELLA CORRISPONDENZA CON GLI ISTITUTI BANCARI NEL TARDO CAPITALISMO IN STATO AVANZATO
da: security@BancadiRoma.it Copyright: x§ personalitaconfusa |
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29/04/2008 CONTRO IL DECLINO DELLA CORDIALITÀ NEI RAPPORTI UMANI PER STRADA
Amici, una breve osservazione socioantropologica a margine della quotidianità: è ora di combattere la triste tradizione italica del malcostume nelle strade. No, non le mignotte: parlo del traffico. E’ una vergogna. Avrete notato anche voi come le nostre genti abusino di male parole quando sorgano piccole controversie: un linguaggio, una gestualità, una maleducazione indegna di un paese nobile e colto come il nostro. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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23/04/2008 LE GRANDI DOMANDE DEL MATTINO (PRIMA PUNTATA)
Cari amici, nel segno dell'innovazione eccoci al primo appuntamento con l'angolo del mistero, l'inedito format di intrattenimento di questo sito: una breve rubrica dedicata a grandi quesiti senza risposta, viaggi senza ritorno negli abissi della psiche umana. Di fronte a noi si spalancano immensi i cancelli dell'Ignoto. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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19/04/2008 INTERIOR DESIGN
Cari lettori fashionisti, per il consueto appuntamento con l'interior design siamo collegati con il nostro inviato, il blogger Confuso, in diretta del più prestigioso evento dedicato all'architettura d'interni e all'arredo artistico. A te la linea, Confuso. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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15/04/2008 INTERVISTA ALL'ACETO BALSAMICO DI MODENA
Buonasera, eccoci alla consueto appunamento con l'ospite: oggi è con noi un personaggio davvero straordinario, mai intervistato prima da nessun altro giornale rivista o programma televisivo. Un bel applauso per lui: l'aceto balsamico di Modena! Copyright: x§ personalitaconfusa |
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13/04/2008 ELEZIONI
Ogni volta che vado a votare, vengo colto da agitazione. Non per la scelta, ma per l'operazione formale in sé: mi mette ansia. Ho sempre paura di sbagliare qualcosa, e votare è una cosa seria, quasi un esame. Forse per questo usano le scuole. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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10/04/2008 COME DIVENTARE GIOVANI, SANI E BELLISSIMI
IN 10 SEMPLICI MOSSE Benvenuto al consueto appuntamento con la rubrica della salute, perfido sedentario che non sei altro. Sì, ce l'ho con te. Tu, tu lurido schiavo di un'alimentazione deleteria, solo ora ti accorgi di come la letargìa consumista ti abbia ridotto a un catorcio. Dico a te, sozzo pantofolaro privo di tono muscolare, tu vestito come se avessi ancora diciott'anni anche se dopo una rampa di scale ti fischiano i polmoni. Hai capito bene, caro il mio chiappe flosce con pancina da alcolista e fiato corto: non sei più un adolescente, è giunto il momento di salvarti la vita prima della definitiva decadenza fisica et cardiorespiratoria foriera di un possibile improvviso e nemmanco così lontano trapasso. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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05/04/2008 SUBURBS NIGHTLIFE & MOVIDA CITY GUIDE
Eccoci a voi con la consueta rubrica dedicata a nightlife e movida: le location di oggi sono un po' fuori mano, ma si tratta di indirizzi stravaganti e meno conosciuti di quelli sempre uguali suggeriti dalle altre guide. Stupite i vostri amici: fategli scoprire una città differente, quella pittoresca delle periferie, ove il vostro scrivente cicerone abita. Pronti? Via! Copyright: x§ personalitaconfusa |
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03/04/2008 RASSEGNATI, STAMPA!
Amici, siamo fieri di annunciare in anteprima mondiale esclusiva la fondazione di un nuovo quotidiano online che farà un mazzo quadro alle varie repubbliche e corrieri. Ah, di sicuro qualcosa non funzionerà ma insomma, poverino, il tutto è on line da poche ore. Eventuali critiche feroci, elogi o parole di sprone son graditi. Son cose. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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29/03/2008 INTERVISTA A UN CARTONE DI TAVERNELLO
Benvenuti, per la consueta intervista oggi abbiamo l’onore di ospitare un vera celebrità: è con noi un cartone di Tavernello. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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26/03/2008 ALLE TERME
Amici cari, ricordate i bei tempi in cui l’andare alle terme era considerato un passatempo riservato a miserabili pensionati afflitti dai reumatismi? Ebbene, oggi tutto è cambiato: le terme sono di gran moda e si chiamano SPA, non ci si va a curare il mal di schiena ma per raggiungere la primordiale bellezza dell’armonia psicofisica attraverso un sano lavacro sensoriale. Cosa diavolo significa? Per farla breve: vai alle terme e ne esci come nuovo. Integro e ripulito, purificato e pronto per affrontare ancora il lordume della vita moderna, proverbialmente foriera di malanni, stress e ansie di varia natura. E quindi, ad uso e consumo di voi novizi, ecco in poche righe i segreti per il vostro prossimo esordio in quegli ambienti, in modo che possiate mostrarvi a vostra agio scevri dalla goffaggine del principiante. Primo: la SPA, quasi sempre, sorge all’interno di un albergo, e gli avventori possono aggirarsi per i corridoi in accappatoio e ciabatte, con in testa la cuffia colorata. E’ vero, potrete anche pranzare vestiti così. Chiunque, in qualsiasi altro hotel dell’universo, si vergognerebbe a esibirsi abbigliato a quel modo. Qui, invece, tutto ciò è lecito. Anzi, ad essere malvisti sono i clienti in borghese. Così mascherati, immergiamoci nella magia del benessere totalizzante. Si comincia con la piscina termale, la grande vasca d’acqua calda solfobromoiodica: insomma, puzza un pochino di uova marce, ma poco, e poi nessuno se ne lamenta. Inspirate a piene narici i vapori maleodoranti. Notate che gli altri umanoidi, seminudi come voi, affollano sgomitanti solo alcune zone della piscina: scomode nicchie dalle cui pareti fuoriescono le bollicine idromassaggio o enormi rubinetti che gli rovesciano addosso un rilassante getto violento d’acqua a 45 gradi: mettetevi in coda per goderne i benefici. Terminata l’abluzione, si passa al bagno turco. Un viaggio di rigenerazione corporea e mentale nella vera tradizione turca. Ovvero: calura atroce e finte decorazioni orientali alle pareti. Si tratta di uno stanzone sigillato ad elevatissima temperatura, un caldo umido che vi farà sudare come fontane: gradevole, benché sconsigliato ai cardiopatici. Usciti da questo clima tropicale, correte a tuffarvi nel frigidarium, la piscina di acqua gelida. Il vostro corpo a questo pensa “ma che cazzo succede oggi?”, e un po’ ha ragione: in effetti, nelle situazioni normali, di solito gli umani rifuggono l’improvviso contrasto caldo-freddo - fa venire la bronchite, diceva la mamma. Tuttavia qui, per motivi misteriosi, il brusco cambiamento pare sia portatore di immenso benessere.. Ora, completiamo il circuito e barrichiamoci nella sauna. E’ difficile descrivere il piacere della sauna: un po’ come stare chiusi in macchina a mezzogiorno di ferragosto coi finestrini chiusi e senza aria condizionata, però i sedili sono di legno. Ci si passa una mezz’ora - non di più, altrimenti si rischia di svenire - conversando con sconosciuti piacevolmente dimentichi del clima torrido. Non toccate le simpatiche pietruzze raccolte nel secchio di fronte a voi: sono roventi, si rischia di rimanerci attaccati. Poi, la doccia musico-cromo-aromatica. Un vero portento. Tipo la doccia di casa vostra, però con certe lucine colorate, il cd del Buddha Bar in sottofondo e in più l’acqua, che ha un vago sapore di rosmarino. A tutto ciò si possono aggiungere speciali trattamenti globali: ad esempio, il massaggio (con alghe putrefatte, pietre o bastoni, a voi la scelta); la ceretta integrale a secco; l’esfoliazione a base di sostanze quali il guano, le meduse vive e l’argilla marocchina infuocata, in una mistica estasi purificante di relax alternato al dolore. Finito? Manco per sogno. Con cortese fermezza, gli infermieri vi obbligheranno a ripetere daccapo il percorso. Suvvia, lasciatevi coccolare. Più e più volte, sino al raggiungimento della pace mentale e fisica. Copyright: x§ personalitaconfusa |
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